Quando con la mente, scavando nei labirinti della memoria, cerco qualcosa, qualche avvenimento particolare della mia infanzia, mi accorgo, con desolazione, di non trovare nulla di significativo. Tutto si è svolto apparentemente normale. Ognuno seguendo un proprio ruolo.
E se l’infanzia segna le nostre vite, le scelte che poi faremo, mi rendo conto che certe scelte erano ineluttabili. Non c’è stata identità nelle mie scelte, non c’è stato coraggio, non c’è stata “scelta”.
Quando si nasce donna, in un piccolo paese del sud, ognuno si aspetta poco, l’intelligenza non è contemplata tra le doti, l’orgoglio poi, figuriamoci, roba da puttane, i progetti sono già stati disegnati dalla tradizione: ci si sposa e si avranno dei figli. Inevitabilmente si cresce con la mancanza di qualcosa, che sia la carezza della notte, che sia la parola di conforto, qualcosa che, come diceva Thomas Mann, ci faccia sentire “cittadini del mondo”. Invece così non è, ci si sente mendicanti per tutta la vita e si è sempre in uno stato di bisogno. Si paga un tributo alto e si fanno scelte che non sono scelte, che sono prive di personalità, sono vuote.
E’ come quando un nuotatore sbaglia il tuffo dalla pedana, certo può recuperare, con la sua forza può pareggiare la sua sbagliata partenza, ma sarà sempre una gara al recupero; certi dolori, frutto di mancanze e parole, non vanno via, e la gara della vita, quasi sempre, ne è compromessa.
Ho cercato di patteggiare i dolori subiti con la creazione di qualcosa di diverso, volevo, in qualche modo, darmi una possibilità, ma quando le scelte che facciamo, sono frutto di rassegnazione, si corre il rischio di smettere di cercarla la vita.
Così, dispiegata come una vela di una barca in burrasca, mi appare la mia vita, con le sue rinunce, le sue solitudine, le sue scelte precarie.
Non è dolore quello che mi attraversa, ma consapevolezza.
Certo, non vivo come un vegetale, mi sono ritagliata spazi miei, attingo da tantissime cose, però, nel profondo del mio cuore, mi sento sempre come quel nuotatore che sbaglia il tuffo nella sua gara più importante.
mi dispiace per come ti senti, anche che sia solo consapevolezza.
questa tua sensazione la condivido molto spesso da quando vivo in questo paese, Dio mio ormai da 6 anni.
ho sperato di adattarmi ma è difficile adattarsi al niente…
all’ipocrisia, all’ignoranza che regna sovrana…
spero presto di riprendere il mio volo verso la libertà almeno sarà una scelta…
meglio del niente…
un abbraccio
Sabby no, non lo accetto. Puoi ricominciare eccome, sei una giovane donna! Non c’è un destino prederminato, il destino ce lo costruiamo noi.
Se non l’hai fatto ancora, guarda il film Chocolat. E non solo per Johnny Depp.
Comprati un paio di scarpe rosse.
Capisco quello che dici.
Ma sai qual è una possibilità per uscirne?
Stupiscili!
Tutti, a cominciare da tuo marito, via via fino all’ultimo tuo compaesano.
Candidati alle prossime elezioni.
Apri un chiosco di piadine romagnole.
Apri un sexi-shop.
Insomma, sbatti loro in faccia che si può essere diversi, e quando tutti staranno lì ad ascoltarti, allora tu inizia a parlare.
E non ti fermare…
jalilah70said:
Penso e credo fermamente che ci sia sempre una scelta, sempre. E la prossima che si farà sarà più consapevole e/ma/forse più serena. un saluto
io credo che ogni persona sopratutto se è donna ha la capacità di stupire. La consapevolezza ti deve dare la forza per realizzare i tuoi sogni, che non sono quelli che avevi da bambina, quando i sogni te li suggerivano gli altri o peggio ancora erano imposti..Hai progetti nuovi, è una nuova gara. ok quella della tua infanzia è andata così??non importa ora ti aspetta un nuovo tuffo, sei allenata, so che farai grandi cose
eccomi, finalmente in un momento di relax per rispondere ai vostri commenti, sempre affettuosi e sinceri.
rispondo un po’ in generale, altrimenti il rischio è di ripetermi con tutti.
Queste riflessioni sono nate una sera, leggendo Scalfari, e riflettevo su quanto la mia vita sia stata una ricerca di conferme e su quanto le mie scelte “non scelte” siano frutto di queste mancate conferme.
Come ho scritto nel post, essere donna, soprattutto adolescente, di quei tempi, nel sud, non è facile.
La mia famigla è di cultura maschilista, per loro essere sposata è già un qualcosa.
Ovviamente per me le cose sono diverse, ho studiato e mi sono creata un mio pensiero, una mia sensibilità, una mia apertura, che spesso stride con questo modo di fare che respiro quotidianamente.
In questi ultimi anni, in particolare in questo appena trascorso, si sono definite tante cose di me, ma già altre erano andate.
Non dico con questo che la mia vita sia finita, al contrario, però la nostra infanzia, gli anni dello sviluppo, inevitabilmente sono causa, nel bene e nel male, di un certo tipo di percorso. Osservo la mia vita trascorsa, con leggera amarezza, ne colgo tratti difficili e tanti vuoti difficilmente colmabili.
Annalisa@ conosci la sensazione, conosci l’atmosfera che si respira.
Spero anch’io di prendere il volo, di prendere in mano parte della mia vita, con l’altra parte lo sto già facendo.
jalilah70@ benevenuta nel blog,
la vita è sempre una questione di scelte, forse le prime più inconsapevoli e vittime anch’esse di un certo sistema, poi via via diventano più personli, più vicine al proprio modo di essere!
mamma mia@ strada facendo i sogni sono cambiati, qualcuno è diventato più razionale, altri si sono persi per strada, però forse sì, oggi saprei tuffarmi meglio!
come sempre seguo il tuo blog e mi ci ritrovo. ogni tanto mi sembra che seppur con 2 vite cosi diverse e probabilmente geograficamente lontane io e te siamo molto simili
in questi giorni mi chiedevo se il mio sentirmi sola come spesso in succede in questo paesino di 2000 anime in cui tutte le donne della mia età sono sposate ed hanno figli (e io no) è “colpa” mia o “colpa”loro. lo so che non si parla di colpa, ma la solitudine c’è. è tangibile
mi rendo conto di essere diversa, di volere qualcosa di diverso
so che per anni la frase di prima l’avrei scritta “voglio qualcosa di più” come a sminuire quello che le altre hanno fatto
ora mi rendo contro che ho fatto la scelta giusta, non ho istinto materno non è obbligatorio che io sia madre, pur apprezzando e stimando le mie più o meno coetanee.
manca ancora qualcosa, quel sentirmi soddisfatta di quello che sto facendo ma sopratutto del mio non fermarmi mai. la continua ricerca caratterizza la mia vita
confermo come scritto sopra che Chocolat è perfetto non solo per Jhonny Depp, se poi ami leggere ti consiglio di leggere il libro ed il suo seguito (le scarpe rosse)
un abbraccio
magicamente@ tante cose di te le conosci, io invece ancora mi chiedo “chi sono e cosa voglio”,
conosco la mia sensibilità, ma non conosco bene quale strada percorrere!
ho visto tempo fa il film ma non conosco il libro, in particolare il seguito…ecco perché le scarpe rosse !!!!
Sono fortunata ad essere nata dove sono nata e ad avere avuto una famiglia come la mia. Ancora oggi mio papà sostiene la mia indipendenza e le mie libere scelte. Una fortuna.
Aruki Murakami “L’arte di correre” pag. 9 “… Se facessero mai un film sulla mia esistenza – solo a pensarci mi vengono i sudori freddi – , in fase di montaggio verrebbe tagliato quasi tutto. Il regista finirebbe col dire: <> … E in conclusione alla fine di quella lunga serie di espisodi banali eccomi qui… “
Cara Sabby, se a te piace, perché no? Io i capelli li ho portati cortissimi in passato e l’avevo fatto proprio per “scioccare” un po’ Ma ero giovane, adesso invece me li sto facendo crescere lunghissimi, perché per molti anni li perdevo, ora che mi sono ritornati non ci penso più a tagliarmeli… però le scarpe rosse come quelle di Juliette Binoche, sono bellissime, prima o poi me le compro Un abbraccio cara, sii sempre orgogliosa di te stessa.
Martina@ i capelli corti sono proprio la metafora di qualcosa di estremo,
sai quelle scelte che fai solo tu e che nessuno deve entrarci??? ecco…in questo senso!!
le scarpe rosse magari le compriamo in estate!!!
Leggo dei pensieri che sento miei, mi complimento con te per questa analisi veritiera e un po’ spietata che hai fatto della tua storia, molto simile alla mia. Bella la frase “Non è dolore quello che mi attraversa, ma consapevolezza”, mi ha fatto meditare e mi trovi d’accordo.
Ti auguro tanta serenità. la felicità non è possibile
Lucia
Concordo con Lucia che sottolinea quella frase emblematica… A volte la consapevolezza di ciò che si è, in positivo e negativo, non basta. Non basta se la vita ti chiude la porta in faccia. Ma tu sei ancora in tempo…provaci!
Ciao
lucia@ mi incoraggia molto leggere che qualcuno si ritrova nei miei pensieri,
è un legame che si crea, un filo che lega!
Un abbraccio cara e tanta serenità a noi!
certo, solo la consapevolezza non basta, occorre poi mettersi all’opera e , se possibile, cambiare il corso delle cose,
io ci sto provando, non tanto con la vita pratica, ma con me stessa, per non sentirmi sempre “vittima”!
un abbraccio grande girasole@
Tesoro, spesso leggo tra le tue risposte che i post che scrivi sono frutto (a volte) di riflessioni causate da ciò che leggi in quel momento. Scalfari, ad esempio…
Bè… allora ti consiglio di posare questi benedetti libri troppo seriosi e prendere in mano quelli di Sophie Kinsella, ad esempio, dove la donna, anche la più sfigata, alla fine la sua rivincita se la prende eccome! Ecchediamine! Non è vero che siamo destinate a vivere la vita come viene. E no cara! “Ho sempre pensato che il mondo sia come noi lo facciamo”… frase celebre e che amo di Jodie Foster nel film Contact. Ed è così… Sei solo tu la padrona di te stessa e del tuo destino e se tu vuoi cambiare puoi farlo. E’ solo questione di volontà!
Ciao bella!
mapy@ sto leggendo un libro rosa adesso
molto, molto bello!!
però questi libri, “seriosi”, sono importanti, non mettono tristezza ma aiutano, diciamo che mi permettono di riannodare fili!
la “colpa” è di Bruno@, lui è stato il tramite tra me e Scalfari
ma per questo, e altro, gli sono grata!
Se non l’hai ancora fatto leggi “Gabriella garofano e cannella” di Jorge Amado, che tra l’atro ha ispirato il mio blog. Conoscerai una donna che vive l’essenza femminile solo dove, come e quando lo decide lei pur essendo nata in un mare di povertà e di pregiudizi, di classe e sociali in genere.
cannellaegarofano@ di Amado ho letto Dona Flor, meraviglioso!!
non mancherò di leggere anche questo, grazie per il consiglio!
LA LUNA NERAsaid:
io spero nella possibilità di un secondo tuffo.
qualunque cosa si intenda come “tuffo”.
e, comunque, rendersene conto è già l’inizio del cambiamento che vorremmo.
cavaliereerrantesaid:
“Nella vita scegliamo strade diverse, ma indipendentemente da dove andiamo, portiamo sempre un pezzettino dell’altro con noi.” …… “un pezzettino” che, forse, è la parte più nobile e migliore di noi, di certo il più sincero !
Ero partita leggendo il tuo post e subito mi era venuta in mente la parola rassegnazione più che consapevolezza. Poi continuando a leggere i commenti e le tue risposte mi si è scaldato un po’ il cuore, che all’inizio era triste facendo il paragone con la mia infanzia e le mie scelte, quasi tutte personali… Ora con un sorriso faccio il tifo per te, per la tua nuova vita, per le tue nuove scelte e per la tua nuova consapevolezza. Un abbraccio forte fortissimo
Mami@ in parte c’è rassegnazione, ma prendo atto di ciò che è stato per cercare, adesso, di modellarla con le mie mani la “mia” vita!!
un abbraccio a te!!
allora… mi sono preparata… maglietta mizuno, quella a maniche lunghe, invernale, scarpe saucony, pantalone champions (non il solito pantaloncino aderente, non me la sento oggi…..), lenti a contatto e crono al polso: sono pronta. Ah!!! Bandana AlgheroMarathon! Vado, l’ammazzo e torno!
imieicattivipensierisaid:
Purtroppo che l’errore sia dovuto a noi o alle circostanza in cui ci siamo trovati credo che l’unic cosa che si possa fare e cercare di fare al meglio tutti gli altri tuffi che verranno per tentare di raggiungere il punteggio più alto possibile… Un abbraccio.
zia@ eh si, mia cara!!!
e mi chiedo quale sia il suono che emette la mia vita: stonato, dolce, acustico??
ci sono giorni che davvero mi sembra di non produrre suono!
Molte volte idealizziamo ciò che avremmo voluto essere perdendo di vista “ciò che veramente siamo”. E noi siamo “persone”. E viviamo la nostra vita. Il nostro presente.
Se abbiamo sbagliato il “tuffo” abbiamo tutto il percorso della vita per rimediare, dimostrando quello che realmente siamo, quanto valiamo soprattutto a noi stesse.
Se il tempo o il destino hanno segnato il primo percorso della nostra vita, non voltiamoci continuamente indietro a rimuginare, ad intristirci; viviamoci il presente in pieno per non vivere poi il nostro futuro con inutili rimorsi.
E’ sull’oggi che voglio e devo costruire…
carla@ è vero quello che dici,
la rosa che non colsi sembra sempre la più profumata, mentre spesso è proprio quella che abbiamo tra le mani che profuma di più!
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
mi dispiace per come ti senti, anche che sia solo consapevolezza.
questa tua sensazione la condivido molto spesso da quando vivo in questo paese, Dio mio ormai da 6 anni.
ho sperato di adattarmi ma è difficile adattarsi al niente…
all’ipocrisia, all’ignoranza che regna sovrana…
spero presto di riprendere il mio volo verso la libertà almeno sarà una scelta…
meglio del niente…
un abbraccio
Sabby no, non lo accetto. Puoi ricominciare eccome, sei una giovane donna! Non c’è un destino prederminato, il destino ce lo costruiamo noi.
Se non l’hai fatto ancora, guarda il film Chocolat. E non solo per Johnny Depp.
Comprati un paio di scarpe rosse.
Capisco quello che dici.
Ma sai qual è una possibilità per uscirne?
Stupiscili!
Tutti, a cominciare da tuo marito, via via fino all’ultimo tuo compaesano.
Candidati alle prossime elezioni.
Apri un chiosco di piadine romagnole.
Apri un sexi-shop.
Insomma, sbatti loro in faccia che si può essere diversi, e quando tutti staranno lì ad ascoltarti, allora tu inizia a parlare.
E non ti fermare…
Penso e credo fermamente che ci sia sempre una scelta, sempre. E la prossima che si farà sarà più consapevole e/ma/forse più serena. un saluto
io credo che ogni persona sopratutto se è donna ha la capacità di stupire. La consapevolezza ti deve dare la forza per realizzare i tuoi sogni, che non sono quelli che avevi da bambina, quando i sogni te li suggerivano gli altri o peggio ancora erano imposti..Hai progetti nuovi, è una nuova gara. ok quella della tua infanzia è andata così??non importa ora ti aspetta un nuovo tuffo, sei allenata, so che farai grandi cose
eccomi, finalmente in un momento di relax per rispondere ai vostri commenti, sempre affettuosi e sinceri.
rispondo un po’ in generale, altrimenti il rischio è di ripetermi con tutti.
Queste riflessioni sono nate una sera, leggendo Scalfari, e riflettevo su quanto la mia vita sia stata una ricerca di conferme e su quanto le mie scelte “non scelte” siano frutto di queste mancate conferme.
Come ho scritto nel post, essere donna, soprattutto adolescente, di quei tempi, nel sud, non è facile.
La mia famigla è di cultura maschilista, per loro essere sposata è già un qualcosa.
Ovviamente per me le cose sono diverse, ho studiato e mi sono creata un mio pensiero, una mia sensibilità, una mia apertura, che spesso stride con questo modo di fare che respiro quotidianamente.
In questi ultimi anni, in particolare in questo appena trascorso, si sono definite tante cose di me, ma già altre erano andate.
Non dico con questo che la mia vita sia finita, al contrario, però la nostra infanzia, gli anni dello sviluppo, inevitabilmente sono causa, nel bene e nel male, di un certo tipo di percorso. Osservo la mia vita trascorsa, con leggera amarezza, ne colgo tratti difficili e tanti vuoti difficilmente colmabili.
Annalisa@ conosci la sensazione, conosci l’atmosfera che si respira.
Spero anch’io di prendere il volo, di prendere in mano parte della mia vita, con l’altra parte lo sto già facendo.
martina@ scarpe rosse???
avevo pensato invece al taglio dei capelli, un bel taglio corto, metafora di cambiamenti e scelte radicali,
che ne dici??
un sexi-shop mi sembra eccessivo caro aquila@
però qualcosa si profila, niente di così forte, ma qualcosa c’è!
jalilah70@ benevenuta nel blog,
la vita è sempre una questione di scelte, forse le prime più inconsapevoli e vittime anch’esse di un certo sistema, poi via via diventano più personli, più vicine al proprio modo di essere!
mamma mia@ strada facendo i sogni sono cambiati, qualcuno è diventato più razionale, altri si sono persi per strada, però forse sì, oggi saprei tuffarmi meglio!
come sempre seguo il tuo blog e mi ci ritrovo. ogni tanto mi sembra che seppur con 2 vite cosi diverse e probabilmente geograficamente lontane io e te siamo molto simili
in questi giorni mi chiedevo se il mio sentirmi sola come spesso in succede in questo paesino di 2000 anime in cui tutte le donne della mia età sono sposate ed hanno figli (e io no) è “colpa” mia o “colpa”loro. lo so che non si parla di colpa, ma la solitudine c’è. è tangibile
mi rendo conto di essere diversa, di volere qualcosa di diverso
so che per anni la frase di prima l’avrei scritta “voglio qualcosa di più” come a sminuire quello che le altre hanno fatto
ora mi rendo contro che ho fatto la scelta giusta, non ho istinto materno non è obbligatorio che io sia madre, pur apprezzando e stimando le mie più o meno coetanee.
manca ancora qualcosa, quel sentirmi soddisfatta di quello che sto facendo ma sopratutto del mio non fermarmi mai. la continua ricerca caratterizza la mia vita
confermo come scritto sopra che Chocolat è perfetto non solo per Jhonny Depp, se poi ami leggere ti consiglio di leggere il libro ed il suo seguito (le scarpe rosse)
un abbraccio
magicamente@ tante cose di te le conosci, io invece ancora mi chiedo “chi sono e cosa voglio”,
conosco la mia sensibilità, ma non conosco bene quale strada percorrere!
ho visto tempo fa il film ma non conosco il libro, in particolare il seguito…ecco perché le scarpe rosse !!!!
Sono fortunata ad essere nata dove sono nata e ad avere avuto una famiglia come la mia. Ancora oggi mio papà sostiene la mia indipendenza e le mie libere scelte. Una fortuna.
Un bacione cara
Aruki Murakami “L’arte di correre” pag. 9 “… Se facessero mai un film sulla mia esistenza – solo a pensarci mi vengono i sudori freddi – , in fase di montaggio verrebbe tagliato quasi tutto. Il regista finirebbe col dire: <> … E in conclusione alla fine di quella lunga serie di espisodi banali eccomi qui… “
Cara Sabby, se a te piace, perché no?
Io i capelli li ho portati cortissimi in passato e l’avevo fatto proprio per “scioccare” un po’
Ma ero giovane, adesso invece me li sto facendo crescere lunghissimi, perché per molti anni li perdevo, ora che mi sono ritornati non ci penso più a tagliarmeli… però le scarpe rosse come quelle di Juliette Binoche, sono bellissime, prima o poi me le compro
Un abbraccio cara, sii sempre orgogliosa di te stessa.
Kylie@ una grande fortuna!!!
tantopercantare@ adoro Murakami, L’arte di correre non l’ho letto ancora, ma non mancherò!!!
Martina@ i capelli corti sono proprio la metafora di qualcosa di estremo,
sai quelle scelte che fai solo tu e che nessuno deve entrarci??? ecco…in questo senso!!
le scarpe rosse magari le compriamo in estate!!!
Leggo dei pensieri che sento miei, mi complimento con te per questa analisi veritiera e un po’ spietata che hai fatto della tua storia, molto simile alla mia. Bella la frase “Non è dolore quello che mi attraversa, ma consapevolezza”, mi ha fatto meditare e mi trovi d’accordo.
Ti auguro tanta serenità. la felicità non è possibile
Lucia
Concordo con Lucia che sottolinea quella frase emblematica… A volte la consapevolezza di ciò che si è, in positivo e negativo, non basta. Non basta se la vita ti chiude la porta in faccia. Ma tu sei ancora in tempo…provaci!
Ciao
lucia@ mi incoraggia molto leggere che qualcuno si ritrova nei miei pensieri,
è un legame che si crea, un filo che lega!
Un abbraccio cara e tanta serenità a noi!
certo, solo la consapevolezza non basta, occorre poi mettersi all’opera e , se possibile, cambiare il corso delle cose,
io ci sto provando, non tanto con la vita pratica, ma con me stessa, per non sentirmi sempre “vittima”!
un abbraccio grande girasole@
Tesoro, spesso leggo tra le tue risposte che i post che scrivi sono frutto (a volte) di riflessioni causate da ciò che leggi in quel momento. Scalfari, ad esempio…
Bè… allora ti consiglio di posare questi benedetti libri troppo seriosi e prendere in mano quelli di Sophie Kinsella, ad esempio, dove la donna, anche la più sfigata, alla fine la sua rivincita se la prende eccome! Ecchediamine! Non è vero che siamo destinate a vivere la vita come viene. E no cara! “Ho sempre pensato che il mondo sia come noi lo facciamo”… frase celebre e che amo di Jodie Foster nel film Contact. Ed è così… Sei solo tu la padrona di te stessa e del tuo destino e se tu vuoi cambiare puoi farlo. E’ solo questione di volontà!
Ciao bella!
mapy@ sto leggendo un libro rosa adesso

molto, molto bello!!
però questi libri, “seriosi”, sono importanti, non mettono tristezza ma aiutano, diciamo che mi permettono di riannodare fili!
la “colpa” è di Bruno@, lui è stato il tramite tra me e Scalfari
ma per questo, e altro, gli sono grata!
Se non l’hai ancora fatto leggi “Gabriella garofano e cannella” di Jorge Amado, che tra l’atro ha ispirato il mio blog. Conoscerai una donna che vive l’essenza femminile solo dove, come e quando lo decide lei pur essendo nata in un mare di povertà e di pregiudizi, di classe e sociali in genere.
cannellaegarofano@ di Amado ho letto Dona Flor, meraviglioso!!
non mancherò di leggere anche questo, grazie per il consiglio!
io spero nella possibilità di un secondo tuffo.
qualunque cosa si intenda come “tuffo”.
e, comunque, rendersene conto è già l’inizio del cambiamento che vorremmo.
“Nella vita scegliamo strade diverse, ma indipendentemente da dove andiamo, portiamo sempre un pezzettino dell’altro con noi.” …… “un pezzettino” che, forse, è la parte più nobile e migliore di noi, di certo il più sincero !
Ero partita leggendo il tuo post e subito mi era venuta in mente la parola rassegnazione più che consapevolezza. Poi continuando a leggere i commenti e le tue risposte mi si è scaldato un po’ il cuore, che all’inizio era triste facendo il paragone con la mia infanzia e le mie scelte, quasi tutte personali… Ora con un sorriso faccio il tifo per te, per la tua nuova vita, per le tue nuove scelte e per la tua nuova consapevolezza. Un abbraccio forte fortissimo
Luna nera@ anch’io…diciamo che sono sulla pedana!!
bruno@ sono proprio quei pezzetti che adesso vado ricomponendo!!
Mami@ in parte c’è rassegnazione, ma prendo atto di ciò che è stato per cercare, adesso, di modellarla con le mie mani la “mia” vita!!
un abbraccio a te!!
Buongiorno cara…
buongiorno a te,
come stai???
stamattina sono andata, tu??
mi tocca il primo pomeriggio, credo intorno alle 15.30… anche se ammetto che lo sforzo per uscire sarà davvero GRANDE!!! c’ho freddoooooo!!!!
infatti, a me viene comodo perché la mattina porto il piccolo a scuola, quindi sono per strada!!
mi sto per preparare ed uscire… Si sta annuvolando e non ne ho per niente voglia,ma si va… Sto caricando qui al pc l’mp3…
anch’io ascolto sempre musica, mi sono selezionata quella che amo di più!!
allora buon allenamento!!!
….copritiii!!!!
allora… mi sono preparata… maglietta mizuno, quella a maniche lunghe, invernale, scarpe saucony, pantalone champions (non il solito pantaloncino aderente, non me la sento oggi…..), lenti a contatto e crono al polso: sono pronta. Ah!!! Bandana AlgheroMarathon! Vado, l’ammazzo e torno!
Purtroppo che l’errore sia dovuto a noi o alle circostanza in cui ci siamo trovati credo che l’unic cosa che si possa fare e cercare di fare al meglio tutti gli altri tuffi che verranno per tentare di raggiungere il punteggio più alto possibile… Un abbraccio.
e noi ti aspettiamo con qualcosa d caldo da bere…un bacio!
gian@ esattamente…è proprio così!!
queste tue note, pur a tratti differenti dalle mie, alla fine emettono gli stessi suoni…cantiamo la stessa, melanconica ballata, mia dolce signora.
zia@ eh si, mia cara!!!
e mi chiedo quale sia il suono che emette la mia vita: stonato, dolce, acustico??
ci sono giorni che davvero mi sembra di non produrre suono!
consolati. Ci sono giorni che lo specchio non riflette la mia immagine, sto diventando trasparente. E forse è meglio cosi…
zia@perché meglio così??
Molte volte idealizziamo ciò che avremmo voluto essere perdendo di vista “ciò che veramente siamo”. E noi siamo “persone”. E viviamo la nostra vita. Il nostro presente.
Se abbiamo sbagliato il “tuffo” abbiamo tutto il percorso della vita per rimediare, dimostrando quello che realmente siamo, quanto valiamo soprattutto a noi stesse.
Se il tempo o il destino hanno segnato il primo percorso della nostra vita, non voltiamoci continuamente indietro a rimuginare, ad intristirci; viviamoci il presente in pieno per non vivere poi il nostro futuro con inutili rimorsi.
E’ sull’oggi che voglio e devo costruire…
carla@ è vero quello che dici,
la rosa che non colsi sembra sempre la più profumata, mentre spesso è proprio quella che abbiamo tra le mani che profuma di più!