La morte è l’una o l’altra di due cose. O è un annullamento e i morti non hanno coscienza di nulla; o, come ci vien detto, è veramente un cambiamento, una migrazione dell’anima da un luogo ad un altro. (Socrate)
Non ci pensavo mai alla morte.
Credo sia normale, che sia così per tutti. Sebbene vita e morte siano facce della stessa medaglia, l’altra faccia, quella della morte, si tende a non pensarla mai.
A mia suocera non hanno detto nulla, lei non sa di che cosa sta morendo. Io la penso diversamente. Penso che sia giusto sapere, penso sia giusto, nel rispetto della vita e della morte, essere consapevoli dell’imminente distacco dalla vita terrena.
Dare alla propria vita la possibilità di “rinascere”, senza ombre e senza paure; lasciare gli ormeggi e fare pace con se stessi.
Come aprire finestre che sono state sempre chiuse, per orgoglio, per rabbia, per paura. Nè perdonare, nè nutrire rancore, semplicemente farsi spettatori appassionati della propria vita, non critici, non più.
Amarla per quella che è stata, per quello che si è dato, o non si è dato, per l’amore dato senza tornaconto e quello ricevuto come un’immagine riflessa, per il dolore subito, ma anche per le gioie assaporate,
…ritrovarla poco prima di abbandonarla.
Io credo che in certi momenti lo si capisca comunque che si sta per lasciare gli ormeggi, anche se nessuno l’ha detto chiaramente…
Silvy@ sì, penso anch’o che lo si capisca,
spero, nel caso di mia suocera, che i pensieri si siano addolciti, almeno quelli interiori.
“aprire finestre che sono state sempre chiuse” è un’immagine davvero bella, mi piace molto questa visione della vita che si dà l’ultima possibilità….ti abbraccio forte…
Hai proprio ragione, neanche io pensavo alla morte fino a tempo fa, poi all’improvviso ho dovuto fare i conti con la malattia di un familare e alla fine. Ti confesso che non mi sono spaventata, l’ho vista come inevitabile, un fatto che prima o poi deve accadere, che bisogna metterla in conto, che è bene non demonizzarla, non temerla.Non aggiungo altro l’argomento è triste..
Un saluto
Lucia
è un dilemma che ho da sempre…meglio saper o non sapere?! non sò cosa sia più giusto…ed anch’io ho sempre pensato che comunque l’ammalato lo capisce, ma l’esperienza di un’amica di mia madre, donna che ho sempre reputata intelligente, faceva la chemio, aveva perso tutti i capelli, ma secondo lei aveva qualcos’altro…rimasi shoccata quando la andai a trovare e la sentii parlare, purtroppo il male se l’è portata via troppo giovane, ma lei rifiutava quella verità…..che i medici e la famiglia le avevan nascosto…….
Io sono d’accordo con te: è giusto sapere, ma credo che molto dipenda dal carattere della persona. Non tutti accettano ed elaborano la vita in modo migliore. Consumare il periodo che resta in modo positivo.
C’è chi si fa prendere dal terrore e quel che resta lo vivono e lo fanno vivere in modo drammaticamente insostenibile.
E’ un dilemma di non facile soluzione.
Ciao sono contenta di aver visitato il tuo blog mi è piaciuto molto, a presto
Se mi dovesse capitare di ammalarmi, vorrei saperlo. Anzi… per come sono fatta io, parlerei col medico io da sola (al massimo con marito). Mi farei dire tutto, anche di più. Ma alle altre persone, ai miei figli, ai miei parenti non direi niente. Solo al momento in cui sto proprio andando via. Allora riunirei tutti e li saluterei serena. Non voglio che le persone a me care stiano mesi o anni a penare per me. Solo un paio di giorni prima. E’ sacrosanto sapere che cosa ti sta succedendo, che tu sia una vecchia rimbambita oppure no.
Ovviamente… spero di essere una mooooolto vecchia e mooooolto rimbambita, quel giorno…
p.s. Sabby, ho messo la pagina. Vai a leggere.
http://lifeandrun.wordpress.com/inizia-a-correre/
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
grazie pink@ penso che sia così, aprirsi senza più filtri, senza paure!
lucia@ infatti, la morte non va demonizzata,
è connaturata alla vita, certo che non è bello parlarne, ma spero di arrivarci “pulita”.
Mi@ non credo sia giusto nascondere, certo forse non tutti sono capaci di accettare la malattia, ma penso che sia importante sapere,
bisogna farci pace con la vita, alla fine!
orofiorentino@ ti ringrazio per i tuoi complimenti,
benevenuta nel mio blog!
è vero quello che dici: non tutti sono capaci di accettare, o di capire, che è giunto il momento di “mollare gli ormeggi”.
mapy@ lo spero anch’io…due belle vecchiette,
che magari ancora si fanno una passeggiata, non proprio veloce…però!!
Una persona a me cara è malata. Fatico a pensare alla morte in questo momento.
Buona sabato!
Eppure quella faccia alla quale non pensiamo mai è dietro l’angolo…Quella medaglia potrebbe mostrare il suo lato più cupo quando meno ce l’aspettiamo. Non è sbagliato, a mio parere, vivere con la consapevolezza della morte. Ma dovrebbe essere una consapevolezza serena, che accettiamo ed ammettiamo. Così potremo “ritrovare” la vita ogni volta che apriamo gli occhi al mondo, e non solo “poco prima di abbandonarlo”.
Kylie@ ti capisco,
un abbraccio!
sono d’accordo veronica@ una consapevolezza serena, fatta di vita vissuta intensamente, di cuore!
Ciao Sabby
Sono d’accordo con te, perché penso che in generale il sapere ci rende più liberi, e in particolare credo che non è possibile ignorare qualcosa che riguarda la nostra stessa vita!
Come tu sottolinei, comunque, non è così semplice: in definitiva, la medicina c’è per migliorare la qualità della vita delle persone, e se non riferendo alcuni fatti la persona sta meglio di come starebbe altrimenti, allora si potrebbe pensare che sia una decisione giusta.
Penso che dovrebbe essere il singolo a decidere per se stesso, magari, non so, si potrebbe fare anche un dichiarazione volontaria prima che eventuali fatti accadano, ma alla fine forse non serve una cosa così formale, penso ai familiari che dovrebbero sapere come la pensi.
A volte gestire certe notizie non è facile. Ma non credo che ignorarle sia un modo giusto per procedere. Credo sia opportuno, come dicevo, saperle, e magari, in caso, qualcuno può aiutarci a gestirle serenamente.
gabbiano@ penso anch’io che ognuno dovrebbe decidere, e non solo per il tipo di cure da fare, ma per praparsi alla morte, che detto così sembra atroce, ma è comunque parte integrante della vita.
La migrazione dell’anima …. ecco, nessuno dovrebbe impedire all’altro di conoscere il momento in cui dovrà avvenire questa migrazione. Vorrei “sapere” di dover morire, nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di celarmelo, nessuno. Perchè nessuno di coloro che mi hanno vicina capisce e conosce quali possono essere le mie ultime consegne. Vorrei sapere che sto per andarmene, per lasciare tutti con un sorriso vero, consapevole del mio nuovo destino. In fondo m’incamminerei per un vialetto, da sola, con calma, lasciandomi al tempo raggiungere dagli altri. Conoscendo il mio destino e non andando alla ventura.
Un abbraccio
Nessuno aspetta la morte e nessuno è mai pronto per aprirle la porta.
Mi sembra più che umano. Conoscere la propria malattia è un diritto se questo diritto è richiesto. Ho conosciuto persone che hanno smesso di vivere quando a conoscenza della diagnosi, altre che hanno cercato di appropriarsi di una vita che fino al quel momento è stata un pò sciupata.
Rendiamo pieni i nostri giorni e forse renderemo meno vuota la nostra dipartita.
Ciao
Hai sollevato un argomento davvero critico, dirglielo o non dirglielo. Io sono sempre per il dirglielo, come rispetto della vita del malato che è sua, ed è giusto che abbia gli elementi per gestirla, per decidere come vivere l’ultimo tratto della sua strada.
Purtroppo, anche lì quello che pare una bugia bianca, che io chiamo mancanza di rispetto ma che altri invece chiamano risparmiare un dolore, non far cadere il malato nella disperazione. Sono quei casi in cui non posso davvero essere certa di essere nel giusto però so che, nel mio caso, vorrei decisamente saperlo.
carla@ “per lasciare tutti con un sorriso vero”, è quello che penso anch’io,
per colmare qualche mancanza, se questo sia mai possibile.
spazio@ è vero quello che dici, non tutti dispongono di strumenti tali da poter accettare verità dolorose, sono bugie bianche come dice ify@ anche se resto del parere che è bene conoscere sempre la verità del proprio destino. Ci tocca!
ify@ è vero, sono casi dove si cammina su un terreno fragile.
Però penso che sapere, forse, è sempre la cosa migliore, come un chiudere, una sorta di bilancio, della propria vita,
questo si può fare solo quando sappiamo che sta finendo, altrimenti si è portati a rimandare.
Ho fatto un sognoho sognato la Morte
abito nero occhiaie
vuote nelle mani
ossute la falce
Le ho detto:
Così spaventi gli uomini
Rispose la Morte:
di nero mi hanno vestita i preti!
M’intenerì la Morte
Cominciai a danzarle
intorno…accarezzandola
le strappai una promessa
Quando verrai da me
non vestirti di nero
Chiedi un abito al Sole!
Ti regalerà il calore dell’oro
capelli biondi con
spighe di grano, te ne
farà dono la Terra
nelle mani cesti colmi
di fiori di brughiera
e…inventati occhi di smeraldo!
Sull’abito di Sole
collane colorate d’Arcobaleno
Profumati con essenza
di mare…
l’argento dei calzari
te lo regalerà
la Luna
da una stella
compiacente fatti
prestare la Luce
e poi…Oh! Morte
conducimi dove non
tempo non spazio
solo Amore!
Vuoi sapere cosa mi ha risposto la Morte?
Mi ha detto di sì.
Con Amore Franca
questa è una poesia di Franca Cacciatori che mi è piaciuta molto.
alla fine la conoscenza ci toglie la paura di ogni cosa…
penso che se uno vive inconsapevole muore inconsapevole…
se lei avesse voluto sapere l’avrebbe chiesto.
quello che penso io della nascita e della morte è che sono le due facce del nostro esistere infinito.
Annalisa@ che bella, grazie per questa condivisione.
In realtà lei chiedeva, ora non più. Ora la desidera la morte, come fine delle sue sofferenze.
E’ dura starle vicino, quei lamenti di dolore mi entrano nella testa.
Stamattina sono uscita per “scappare” a tutto questo,
mi sento appesantita da tutto, però anche forte per quello che sto facendo!
sarebbe bello riuscire a prepararsi a lasciare questo corpo consapevolmente, come sarebbe bello concepire e nascere consapevolmente.
speriamo in un futuro dove la conoscenza sia più importante dell’acculturamento per occultare la verità del nostro esistere.
in altri paesi ci sono operatori che accompagnano le persone alla soglia del nostro vivere terreno..
anni fa speravo che fosse possibile anche da noi…
coraggio ancora un pezzettino di puzzle che servirà domani.
baci
un bacio grande…una nuova realtà ti aspetta tesoro.