Forza interiore

“Invidio le persone che si lasciano scivolare tutto”, così mi ha detto mio marito stamattina.

Perché? Io non credo sia una grande qualità! Prossima all’indifferenza e all’incapacità di mettersi in discussione.

Io appartengo alla categoria opposta: quella delle persone che per ogni parola, detta o sentita, riflettono e stanno male. Certo si soffre di più, ma si cresce anche, si conoscono tante cose del proprio mondo interiore, delle proprie fragilità che altrimenti, con un carattere vicino al menefreghismo, non verrebbero fuori.

Mia marito la chiama forza. Per me la forza è quando il vento ti smuove ma non ti abbatte, quando la tempesta ti travolge ma riemergi comunque, non credo sia forza il non lasciarsi trafiggere da una parola o da un comportamento, il restare immobile agli eventi, alla vita…che in ogni caso ti cambia e ti forgia.

Capisco il pensiero di mio marito ma non amo le persone che se ne infischiano degli effetti del loro comportamento.

Non è forza interiore ma solo indifferenza vile.

 

About these ads

28 thoughts on “Forza interiore

  1. dipende…se gli eventi li lasci solo scivolare allora sono d’accordo con te è indifferenza.
    Invece far arrivare l’evento, resistere senza farsi travolgere (e qui si intende il farselo scivolare) e starci male, credo sia un bene.

    Con il tempo alcune cose ho imparato a farmele scivolare perchè è inutile star male per chi invece non gliene frega niente di fartene

  2. Non sempre è indifferenza vile. A volte è solo troppa la paura di star male.
    Sono anch’io come te. Penso troppo ma non si arriva cmq da nessuna parte. Si cresce solo se si vuol crescere e guardare avanti. :-)

  3. Io mi lascio scivolare le cose addosso. Se non sempre, molto spesso.
    Non significa che uno che si comporta così è insensibile o indifferente. Significa solo farsi carico dei problemi reali e non di quelli superflui, perchè possibilmente si è stanchi di dover combattere con ogni inezia e lasciarsi togliere il sorriso :)

  4. vale@ il fatto è che non sempre si è capaci di distingueri i fatti concreti o superflui, anche perché i fatti concreti creano un problema e poi si cerca di risoleverlo, quelli supeflui stanno lì e fanno male…

  5. Sabby, io sono una via di mezzo, ma sono d’accordo con tuo marito. Qui non parliamo di infischiarsene delle conseguenze delle proprie azioni, ma di non soffrire per quelle degli altri. Ancora una volta, riesco a capirlo (anche se lui non è così, semplicemente vorrebbe… ;) ).

  6. lui infatti non è così, vorrebbe sì…lui pensa alla madre, alla sua capcità di fare e dire senza pensare agli effetti per gli altri, di far provare vergogna senza provarne lei…in parte comprendo, lui è schiacciato dai pensieri e dalla sua sensibilità (non con me) qando invece io penso che la sensibilità è una finetra aperta su noi stessi, ma lui ne ha paura.
    Dici bene amica mia, lo conosci bene!

  7. … Forse solo ora, che ormai sono diventata grande.. (o vecchia…) penso che un pò di sano egoismo non deve mancare… Stare male sempre per tutti ed ogni cosa non è salutare nel vero senso della parola.. E lasciarsi scivolare qualcosa addosso da quell’attimo di respiro che aiuta ad andare avanti.. Anche se non è facile chiudere gli occhi… ed il cuore! Un abbraccio..

  8. cara dany@ benevenuta nel mio blog,
    come darti torto, o che è così ma non sono capace…anche se mi riprometto di essere selettiva, dare priorità e valore giusto alle cose ma tutto si mescola e si confonde per me.

  9. Guarda che i tuoi pensieri non sono contorti per niente! Quello che credo però è che a volte mettiamo in un unico calderone modi di agire che hanno valenze diverse. Essere ipersensibili non è opposto, e non è l’unica alternativa, del farsi gli affari propri infischiandosene degli altri. Anzi, ti dirò, a volte è proprio l’ipersensibile, incentrato sulla propria fragilità, a dimenticarsi che anche gli altri esistono, e vivono, e soffrono. Per contro, non dare importanza alle piccole cose, al giudizio degli altri, non significa essere insensibili, ma magari solo sicuri di sé e avere delle priorià diverse. Infine, concordo con Dany, un po’ di sano egoismo, di minimo rispetto per i propri spazi, le proprie esigenze, i propri sogni, è necessario anche per essere persone migliori: in fondo, ci viene chiesto di amare il nostro prossimo come noi stessi, non di più! Non farsi fare a pezzi dal prossimo è dovere verso noi stessi, e anche nei confronti di chi abbiamo accanto, che ha bisogno che rimaniamo saldi e al nostro posto.

  10. questo è vero cara ify@ a volte si sta male da “dimenticarsi” quelli che ti stanno vicino,
    certo è che bisogna imparare a distinguere le cose, il loro giusto valore e le loro proporzioni.
    E’ vero quello che dci, non i può mettere in un calderone.

  11. Concordo con te. E’ molto più facile farsi scivolare tutto addosso,non dare peso alle proprie parole e azioni.
    Forza è saper reagire di fronte a qualcosa che non vogliamo accettare,non lasciare che ci trapassi da parte a parte senza muovere un capello…
    Io sono come te:ogni parola una reazione e anche se spesso fa male,sono felice di essere così!

  12. penso anche che quel “trapassare” di emozioni, di solore, di sensazioni confuse è anche una grande crescita, una grande opportunità per speriemntarsi ancora e ancora, cosa che forse per chi non si lascia “trapassare” non avviene, o meglio, avviene ma con maggiori difese…noi siamo “nuude” nel nostro sentire e questo mi piace, mi fa sentire la vita, tutta!

  13. Un po le invidio ma non sono fatta cosi.
    Vorrei potermi lasciar scivolare le cose addosso ma non ci riesco. Prendo di petto ogni cosa. La affronto d’impeto.
    mai indifferente alle tempeste

  14. Non vorrei dirtelo, ma di solito le persone che ragionano come tuo marito si cercano persone come te. Il bello(o il brutto)è che tutto il peso è tutto sulle tue spalle. E te lo dice una che è come te…

  15. “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti….Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. ….Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
    Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.” ANTONIO GRAMSCI

  16. Lasciarsi scivolare le cose addosso è una fortuna, per chi ci riesce. Ma non tutti siamo fatti così. Però, andando avanti con gli anni, si comprende che un pochino di sano egoismo aiuta a sopravvivere.

  17. vero cara romina@ ci vuole un po’ di sano egoismo, per sopravvivere e non farsi travolgere da se stessi poi, perché è il nostro modo di fare e di essere che ci “tormenta”.

cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...