A tutte le donne, compresa me.

Sono nata e cresciuta dove le donne compiacciono gli uomini tra il silenzio delle lenzuola: devi accontentarlo, ti insegnano da giovane donna. Altrimenti lui diventa nervoso!

E del nervosismo di quelle donne che hanno simulato orgasmi per una vita nessuno ci pensa? ma perché le donne provano qualcosa mentre fanno l’amore? Pare di sì!

Devi cucinare, pulire casa, essere pronta per il pranzo e per la notte. Questi i comandamenti.

Io non sono una grande femminista e qualche volta in questa categoria di malcapitate ci sono pure entrata, ma a tutte le donne, compresa me, cercando di non banalizzare, auguro di ricevere abbracci caldi e sinceri senza la pretesa di fare sesso. Solo abbracci. Questo auguro a tutte le donne, compresa me.

Controlli e preoccupazioni

Il mese scorso sono andata in ospedale per una mammografia di controllo.

Sono andata tranquilla e sono tornata a casa sempre tranquilla. Poi sono andata dal mio medico curante per fargli leggere l’esito e, guardando le lastre, ha detto che non gli piacevano ( e figurati a me!) e vuole che faccia una nuova visita: un’ecografia al seno. Pare ci sia un nodulo che, a quanto dice il medico, potrebbe non essere importante ( forse una cisti). “Stai tranquilla” mi ha detto. Mica facile!!

La semplicità.

Ho appena finito di leggere “Il padre infedele” di Antonio Scurati. Non posso dire che non mi sia piaciuto, perché la storia è la storia di chiunque, ma lo stile non è per chiunque: troppo ricercato. Ti mette alla prova e quando hai finito di leggerlo pensi di non aver superato la prova, perché hai l’impressione di esserti perso nello stile sapiente e a volte pomposo. Mentre leggevo pensavo al mio amico Guido che, ogni tanto, mi accusa di scrivere in maniera barocca e “in spregio alla semplicità”. Che poi a rifletterci, non è solo nella scrittura il valore della semplicità, ma nella vita in genere: le cose semplici sono sempre le più belle. Da come ti vesti, a come parli, a come pensi, a come mangi. La ricercatezza a volte è finzione, la semplicità, spesso, è verità.

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Sul Festival…

Sul Festival di Sanremo se ne dicono tante: troppo lungo, troppo noioso, antiquato, ecc…

Però, ogni tanto, si sente anche qualcosa di buono. Di questa edizione, condotta con garbo da Carlo Conti, mi è piaciuta molto la cover di Nek “Se telefonando”.

Una bellissima interpretazione.

L’affetto vola sulle ali di un’ aquila.

Che il blog sia una grande vetrina ormai lo sappiamo tutti, ma di quanto crei condivisione e amicizia vera questo lo sanno in pochi. E non c’è bisogno di vedersi o di conoscersi per provare dolore o gioia per un altro blogger. C’è nella tua vita, comunque. C’è, perché ti accade di pensarlo, soprattutto quando sai che sta attraversando un brutto periodo, e non puoi fare nulla, solo scrivere. Puoi solo stargli vicino scrivendo.

Ti voglio bene.

Lunatica…

Sono così: lunatica, e non ci posso fare nulla. Alterno, con la velocità della luce, euforie a grandi malinconie. Sprofondo nella malinconia nel giro di un attimo, senza motivo. Mi innalzo a grandi entusiasmi, senza motivo, in un batter di ciglia. Ma che palle però! Non so mai come mi sveglierò e come andrò a dormire. Però quando sono nella fase euforica sono stupenda: come ballare senza muoversi, sentire dentro un ritmo che ti adrenalizza (si può dire?) l’anima. Vorresti fare, e forse fai, tutto. Sensazione meravigliosa!