Di vecchie amicizie…

In questi ultimi giorni ho rivisto una mia amica che non frequentavo da anni. E’ strano rivedersi dopo tanto tempo; in parte si vorrebbe colmare il vuoto e ci si racconta, per altri aspetti si vuole capire se si è migliorati o peggiorati rispetto a quando ci si frequentava. Credo si dia un’immagine falsata di se stessi: io sto bene, anche senza di te. In un certo senso è questo che si vuole dimostrare. Di positivo c’è che si ha la possibilità di fare un rapido bilancio.

Auguri!

Ho bisogno di chiedervi scusa: scrivo post tristi e poi mi eclisso. Un po’ una certa tristezza, ma anche il lavoro, che di questi periodi incomincia a rubarmi il tempo…

però volevo esserci oggi e, anche se in ritardo, abbracciarvi e lasciarvi i miei Auguri.

A tutte le donne, compresa me.

Sono nata e cresciuta dove le donne compiacciono gli uomini tra il silenzio delle lenzuola: devi accontentarlo, ti insegnano da giovane donna. Altrimenti lui diventa nervoso!

E del nervosismo di quelle donne che hanno simulato orgasmi per una vita nessuno ci pensa? ma perché le donne provano qualcosa mentre fanno l’amore? Pare di sì!

Devi cucinare, pulire casa, essere pronta per il pranzo e per la notte. Questi i comandamenti.

Io non sono una grande femminista e qualche volta in questa categoria di malcapitate ci sono pure entrata, ma a tutte le donne, compresa me, cercando di non banalizzare, auguro di ricevere abbracci caldi e sinceri senza la pretesa di fare sesso. Solo abbracci. Questo auguro a tutte le donne, compresa me.

Controlli e preoccupazioni

Il mese scorso sono andata in ospedale per una mammografia di controllo.

Sono andata tranquilla e sono tornata a casa sempre tranquilla. Poi sono andata dal mio medico curante per fargli leggere l’esito e, guardando le lastre, ha detto che non gli piacevano ( e figurati a me!) e vuole che faccia una nuova visita: un’ecografia al seno. Pare ci sia un nodulo che, a quanto dice il medico, potrebbe non essere importante ( forse una cisti). “Stai tranquilla” mi ha detto. Mica facile!!

La semplicità.

Ho appena finito di leggere “Il padre infedele” di Antonio Scurati. Non posso dire che non mi sia piaciuto, perché la storia è la storia di chiunque, ma lo stile non è per chiunque: troppo ricercato. Ti mette alla prova e quando hai finito di leggerlo pensi di non aver superato la prova, perché hai l’impressione di esserti perso nello stile sapiente e a volte pomposo. Mentre leggevo pensavo al mio amico Guido che, ogni tanto, mi accusa di scrivere in maniera barocca e “in spregio alla semplicità”. Che poi a rifletterci, non è solo nella scrittura il valore della semplicità, ma nella vita in genere: le cose semplici sono sempre le più belle. Da come ti vesti, a come parli, a come pensi, a come mangi. La ricercatezza a volte è finzione, la semplicità, spesso, è verità.

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Sul Festival…

Sul Festival di Sanremo se ne dicono tante: troppo lungo, troppo noioso, antiquato, ecc…

Però, ogni tanto, si sente anche qualcosa di buono. Di questa edizione, condotta con garbo da Carlo Conti, mi è piaciuta molto la cover di Nek “Se telefonando”.

Una bellissima interpretazione.